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giovedì 31 marzo 2016

Sono arrivate le paste di meliga di Valcasotto!

 Paste di Meliga del Monregalese
Presidio Slow Food delle paste di meliga del monregalese.
E' un Presidio nato per salvare non dall'estinzione ma dalla eccessiva produzione con" ingredienti industriali" il più tradizionale dolce del territorio monregalese.
Un dolce, "la pasta di meliga", che veniva prodotta in molte case là dove si cuoceva il pane nel forno a legna, utilizzando gli ingredienti che in tutte le case erano presenti: farina bianca, farina gialla, uova, burro, zucchero e poi a piacimento miele, scorza di limone, vaniglia. Sono questi infatti gli ingredienti che fanno parte del disciplinare di produzione che si sono dati gli appartenenti al Presidio Slow Food della Paste di Meliga del Monregalese.
Nato alla fine del 2000 grazie al contributo di OCCELLI Agrinatura, il Presidio ha fatto conoscere il suo prodotto in tutta Italia. A fine 2002 il Presidio ha raggiunto un ulteriore ambito traguardo: il completamento della Filiera. Si è infatti riusciti a convincere un contadino monregalese a seminare l'ormai abbandonato perché antieconomico "mais otto file" e soprattutto si è riusciti a far macinare a pietra da un mulino operante sul territorio il prodotto derivato. E' uno dei pochi esempi di filiera completa: dal campo, al mulino, al forno per arrivare agli intenditori di prodotti genuini e tradizionali
Gli ingredienti sono: farina di grano tenero 00, farina di mais "ottofile" macinato a pietra, di origine cuneese (preferibilmente monregalese), zucchero italiano, burro che deve essere di alta qualità, italiano, (ideale il burro di alta montagna), uova che debbono essere fresche, biologiche, provenienti da allevamenti a terra in territorio monregalese o piemontese. La percentuale minima di farina di mais è del 16%. Con frequenza semestrale, si svolge un panel test a cura di Slow Food per la verifica della qualità organolettica del prodotto.
La pasta di meliga del monregalese è di colore giallo dorato, ha forma irregolare, rotonda o allungata, croccante, con pasta non troppo fine.

giovedì 3 luglio 2014

Solo Roero

www.sapori-ditalia.it
Alla sinistra del fiume Tanaro si trova il Roero, uno dei territori vitivinicoli più vocati e suggestivi del Piemonte. Da questi terreni sabbiosi nascono due tra i più interessanti vini del panorama vinicolo piemontese, il Roero (uve nebbiolo) e il Roero Arneis.
Due punti di riferimento sono le giovani aziende emergenti Cascina Fornace e Valfaccenda.

CASCINA FORNACE
 Uve provenienti da vecchi vigneti su sabbie del Roero caratterizate da basse produzioni ,condotta agronomica dei vigneti con inerbimento spontaneo senza diserbo chimico ne lavorazioni del terreno fermentazioni con lieviti di cantina in vasca inox senza controllo della temperatura affinamento in inox, barrique di terzo passaggio e cemento nessuna chiarifica.

VALFACCENDA
 Valfaccenda e' un progetto nato con la vendemmia 2010 che si sviluppa con la produzione di vini a DOCG Roero: Arneis e Nebbiolo.
L'obbiettivo e' quello di produrre vini che siano la "traduzione liquida" del territorio di origine, attraverso la cura del dettaglio dalla terra al bicchiere, minimizzando apporti ed interventi esterni.
Valfaccenda, solo Roero!

lunedì 10 giugno 2013

 
Vino bianco frizzante da uve Glera (Prosecco), rifermentato naturalmente in bottiglia dalla bassa gradazione alcolica, da viti allevate a Guyot in zona pianeggiante e vinificato in acciaio. Bassissimo il contenuto di solfiti, aggiunti soltanto all'imbottigliamento; rifermermentato con i propri lieviti in bottiglia e non filtrato: per questo troviamo i suoi fondi in bottiglia.
Ideale per gli aperitivi, e` un bicchiere che sa stare con il pesce fritto, come con il salame, grazie alla sua ottima acidita`.

Da oggi disponibile in negozio per le vostre calde serate d'estate

Colfondo Casa Belfi
Opera di Maurizio Donadi che cerca nei microbi e nella vitalità biologica le risposte alla stabilità e sanità del vino.
Bella bottiglia e bella grafica, che non fa male.
Stappo e fa un botto sonoro.
Liquido opalescente di bella lucidità e riflessi vivaci.
Goloso.
Impatto agrumato di pompelmo e lieviti e fiori secchi.
Pompelmo in polpa e in buccia sia al naso e sia in bocca e forse fieno odoroso.
Asciutto e dritto e amarognolo.
Dissetante.
Sgrassante.
Sapido (mi ha ricordato il citron confit magrebino, fette di limone salate e poi messe sott’olio).
Masticabile.
Elegante senza essere estremo, direi.
Anche se è vino da spiegare ai neofiti, per la sua torbidità, per la sua secchezza.
Con focaccine cotto e bufala, ‘a morte sua.
Da tenerne sempre un paio in frigo.
Tratto da http://gliamicidelbar.blogspot.it/

domenica 25 novembre 2012

Sapori del mare di Sicilia

L'azienda familiare Campisi, nasce nel 1854 e da allora si dedica artigianalmente alla lavorazione e conservazione rigorosamente fatta a mano, del pesce fresco selezionato nel Mar Jonio e Mediterraneo. Tra i nostri prodotti il tonno pescato all'amo, il pescespada, cernia, ricciola, acciughe, sardine e una vasta gamma di prodotti vegetali. Bottarga, stuppizzata e mosciame sono da sempre i classici della cucina tipica marinara siciliana, frutto di un'antica tradizione conserviera che attraverso l'attività delle tonnare risale ad epoca antichissima. Salvatore Campisi, giunto alla quinta generazione di lavorazione artigianale dei prodotti di tonnara e della bottarga, oltre che di tonno rosso e di pescespada, viene considerato uno degli ultimi artigiani del mare, conoscitore dei 33 sapori del tonno. Si rifiuta nella sua attività di lavorare tonno e pesce in genere pescato con la mattanza, ma solo preso all'amo nel rispetto delle più antiche tradizioni e di un sano rapporto uomo natura.
Prodotti da noi selezionati:
tonno rosso in olio d'oliva, tonno salato, bottarga di tonno, mosciame di tonno, tonno affumicato, bottarga di pescespada, pescespada affumicato, uova di pescespada, acciughe speziate, patè di alici alle erbe, polipi in olio d'oliva, sugo al nero di seppia, sugo di pescespada, sugo alle sarde, pomodoro ciliegino di Pachino igp semisecco.

lunedì 11 giugno 2012

La Capra Canta


Azienda Agricola "La capra canta"

L'Azienda Agricola "La capra canta" di Rosso Luisella nasce nel febbraio 2009, ma è un'azienda che deriva dal passaggio del testimone da madre a figlia. Negli anni passati ha avuto come indirizzo principale l'allevamento di bovini di Razza Piemontese, deguito da piccole produzioni di frutta e verdura. Nel 2007 è nata l'idea di creare un'attività che potesse diventare il principale impiego della titolare. Così si è deciso di cambiare indirizzo aziendale e di dar vita ad un Allevamento Biologico di Capre da latte di Razza Camosciata e relativo laboratorio per la trasformazione del latte caprino.
L' Azienda Agricola "La capra canta" si trova nel comune di Bibiana a circa 4 km dal paese, a quota 680 m s.l.m.. Questa piccola realtà è immersa nel tipico bosco collinare delle alpi, costituito principalmente da castagni, frassini e betulle, e proprio in questo paesaggio che più si addice all'esigenza delle capre che adorano pascolare nel sottobosco mangiando foglie, germogli, rovi e i vari frutti selvatici che questo tipo di foresta può offrire. Il latte  caprino prodotto viene trasformato interamente in formaggi di vari tipi (robiola, toma, nerotto, formaggi freschi spalmabili...), ricotta e yogurt. Tutte queste lavorazioni sono fatte con LATTE CRUDO  per mantenere inalterati il sapore e le caratteristiche proprie del latte derivante da capre alimentate con erba e fieno aziendali certificati bio e mangime biologico.
Da domani potrete trovare una selezione di questi prodotti presso il nostro punto vendita.

domenica 15 aprile 2012

Vini estremi in Valle d'Aosta


Volete sapere quanto incide la produzione di vini valdostani sul totale nazionale? Con i suoi 15 mila ettolitri arriva a sfiorare in una media annata lo 0,03 per cento. Praticamente...zero. Tanto per cominciare solo il 5 per cento del territorio è pianeggiante per cui per coltivare la vite bisogna letteralmente scavare le montagne.
Nonostante questo, anche grazie al carattere fiero dei contadini valdostani, negli ultimi anni la qualità si è innalzata raccogliendo importanti consensi di critica e pubblico. I risultati migliori a nostro avviso si sono raccolti con i vitigni a bacca bianca, Petite Arvine, Moscato Bianco, Chardonnay, Prié Blanc, ma ultimamente sta crescendo anche per i rossi, Torrette e Fumin in primis. Così qualche settimana fa abbiamo deciso di seguire il corso della Dora Baltea e arrivare fino a Morgex e La Salle, oltre 1200 metri dove di solito sopravvivono solo le conifere, gli stambecchi e i camosci. Superbi terrazzamenti esposti ai raggi del Sole permettono ad un pugno di viticoltori eroici (in questo caso l'aggettivo non è esagerato) di coltivare diversi ettari dell'unico vitigno che è riuscito ad adattarsi a queste condizioni climatiche estreme: il prié blanc. Qui siamo stati nella realtà produttiva più importante che è la cooperativa Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle, che raccoglie le uve di 90 soci e produce 170 mila bottiglie annue.
Tornando giù ci siamo fermati a Saint-Pierre a due passi d'Aosta ed abbiamo incontrato Maurizio Fiorano, Giovane viticoltore di origine piemontese, definito da molti uno dei vignaioli più talentuosi della Valle d'Aosta. L'azienda dispone di 5 ettari e produce 35mila bottiglie annue, i vigneti sono tutti ubicati sulla riva sinistra della Dora, ad una altitudine sul livello del mare  che va dai 650 agli 850 metri, e pertanto con una perfetta esposizione a sud. Maurizio si sta specializzando nelle Petite Arvine: la sua interpretazione è ormai una delle più intriganti e interessanti dell'intero panorama valdostano.
Abbiamo selezionato alcune etichette di queste due aziende. Per quanto riguarda Cave du Vin Blanc:
Avalanche M. Cl. Brut 2009, spumante tradizionale rifermentato in bottiglia nel rispetto disciplinare Blanc de Morgex et de La Salle metodo classico; il primo dégorgement viene svolto dopo 24 mesi, le permanenze sui lieviti su questa linea di prodotto rimangono brevi, al fine di garantire freshezza ed immediatezza allo spumante.
Valle d'Aosta Blanc de Morgex 2010, prodotto a 1050 m all’interno dell’unico clos (vigneto circondato da muri) del comprensorio Morgex-La Salle.
La filosofia produttiva del Blanc de Morgex et de La Salle La Piagne, si basa sul rispetto totale delle caratteristiche e della tipicità che l’uva del Prié Blanc può apportare ad un vino prodotto ancora attualmente in condizioni prefilosseriche a 1050 metri sul livello del mare.
Il vigneto denominato “La Piagne” rappresenta la sola testimonianza nella Valdigne di un clos cioè un vigneto circondato da muri, tipico della tradizione borgognona. L’imponenza dei muri di sostegno, la presenza di una cantina scavata nella montagna, fa di questo appezzamento un gioiello paesaggistico unico sul panorama viticolo alpino. Per queste ragioni nel 2007 la soc. cooperativa ha deciso di acquistare il vigneto al fine di dare inizio ad un imponente opera di restauro, tuttora in corso. Viste le particolari condizioni pedo climatiche e di isolamento dal 2008 la gestione agronomica del clos è stata improntata verso la riconversione biologica.
Questo vino è stato segnalato da Slow Wine come vino slow per il suo forte timbro territoriale.
I vini Chateau Feuillet:
Valle d'Aosta Petite Arvine: questo vino è stato premiato nell'annata 2010 con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso e segnalato da Slow Wine come vino d'eccelenza. "Dal naso intrigante di scorza di limone ed agrumi, la bocca gioca magicamente tra l'approccio acido e quello più dolce dell'alcool. Un vino dalla conduzione tesa e concentrata, impreziosito da una conclusione profonda e succosa" (Slow Wine Editore).
Per me è stata una vera sorpresa, lo definirei entusiasmante con la bocca caratterizzata dalla presenza di componenti acide e dolci, fuse in un equilibrio perfetto.
Moscato D.O.P. Valle d'Aosta: vendemmiato a metà ottobre ad 800 metri di quota, strutturato ma di ottima beva risulta giovane e sapido con sentori di agrumi e fiori. Forse la versione 2011 va att ancora un po', viste le potenzialità.
Torrette D.O.P. Valle d'Aosta: da uve Petit Rouge per il 90% e di Mayolet per il 10%, si estendono per un ettaro su terreni molto sabbiosi, una notevole inclinazione ed un'esposizione a sud. Nel vigneto resistono alcune piante di mandorle amare, il vino risulta beverino e piacevole con un lieve retrogusto amarognolo che ricorda appunto le mandorle.